Eccomi qua, seduto ancora per poco nella sala della mia casetta, a scrivere l'ultimo post di questo blog. Fra 2 ore starò attraversando le nuvole di sarasota diretto ad Atlanta, per poi saltare "across the pond" come dicono gli americani.
Ho impacchettato i bagagli, ho pulito la casa, ho finito gli avanzi, ho buttato la spazzatura. Insomma, sono pronto per tornare. Cosa mi mancherà? Essere uno scienziato a tempo pieno, il cibo messicano, l'ultimate frisbee, parlare inglese tutti i giorni.
Cosa mi manca? La mia bici, la pizza, il caffè, ... dai, diciamolo, mi mancate anche tutti voi.
E poi ho voglia di vacanza! Quindi bando alle vane ciance, mi faccio una doccia e parto.
Ciao ciao Sarasota, grazie per questi 2 bellissimi mesi!
lunedì 9 agosto 2010
domenica 8 agosto 2010
La casetta dei Puffi
903, 32nd street.
La casetta che per poco più di 9 settimane mi ha accolto e protetto. E' la casa di Alex, un ragazzo un po' più grande di me che suona la chitarra in un gruppo jaz ed è in Ohio tutta l'estate a fare concerti, ed è proprio allestita come uno studio musicale, un posto per cercare ispirazione. Ha un salone grande e luminoso con due comodi divani, un bagno, una camera da letto con cabina armadio, la cucina nel corridoio che unisce tutte le stanze. Sul retro c'è la veranda ed il giardino in cumune con un'altra casetta.
Ecco, questa è la mia tana sarasotiana. Accogliente, però sono giunto alla concusione che vivere da soli non sia bello. Non c'è nessuno con cui chiacchierare a cena, o qualcuno da salutare quando si torna a casa, o prima di uscire...si, è proprio un po' triste. Perfortuna ho conosciuto molte persone con cui passare il tempo, quindi la casa si è un po' ravvivata!
Enjoy the pictures
sabato 31 luglio 2010
Turtle Patrol
Stanotte (fra il 30 ed il 31 luglio) ho aiutato Christina, una stagista che si occupa di tartarughe marine, nella sua ricognizione notturna. Dalle 21:30 alle 5 del mattino siamo andati avanti ed indietro lungo una spiaggia di 4 miglia con un ATV (una di quelle moto fuori strada a 4 ruote) per intercettare e misurare le tatarughe che vengono in spiaggia a deporre le uova.
In tutto ne abbiamo trovate 7, ma non tutte hanno scavato il nido: il "false crawl" può avvenire perchè la tartaruga viene disturbata mentre sale lungo la spiaggia o mentre scava, o perchè trova un ostacolo come una sedia a sdraio, un castello di sabbia o una duna troppo ripida. In questi casi se si vede la tartaruga mentre sta tornando in acqua si cerca di bloccarla per prendere comunque le misure (lunghezza, larghezza, numero di targhetta e numero di trghetta satellitare). Altrimenti, se si vede solo la traccia, se ne misura la larghezza per avere un'idea indicativa delle dimensioni della tartaruga.
Sono stato molto fortunato perchè 7 attività in una notte, in un periodo in cui ormai quasi tutte le tartarughe hanno smesso di deporre, è un bel numero! Il colpo di fortuna maggiore è stato anche che l'ultima tartaruga vista è stata Salty: è stata vista per la prima volta nell'88 (probabilmente aveva già una 30ina di anni) e continua a fare molti nidi tutte le estati. Era immensa!
Le tartarughe di mare nascono sulla spiaggia, e si tuffano in mare. I maschi non torneranno mai più a terra, invece le femmine quando raggiungono la maturità tornano a terra per deporre un numero variabile di nidiate (mi sembra in media 5 ogni estate) da 80-120 uova. Salty quest'anno ha deposto 7 volte! Le uova sono rotonde e bianche, ho fatto un video ma caricato da internet non rende. E anche le foto, come potete vedere non sono il massimo: la luce frontale rossa che serve per non disorientare le tartarughe non è molto funzionale a fare foto.
Ah, quasi dimenticavo, ho visto anche una tartarughina uscire dalla sabbia! Insomma, un culo pazzesco. E poi lavorare di notte sotto le stelle è rilassante, molto simile a quello che ho fatto su Lido Beach tutta l'estate ma con un po' di adrenalina in più e senza rischio di insolazione. Inoltre mi ero portato la guida delle stelle, e nelle pause ho cercato le costellazioni che dal mediterraneo è difficile vedere, come la corona australe.
Insomma, questo stage continua a non deludere, anche ad una settimana dalla fine.
venerdì 30 luglio 2010
How do you like my office?
Ecco quà, finalmente una vera foto scattata da me sul "luogo di lavoro" che mi ha ospitato nelle scorse settimane (alcuni di voi potranno riconoscere il mio inseparabile zaino verde). Nella foto potete notare, innanzitutto, i due strumenti vicini all'acqua. Il primo, metallizzato e con le maniglie, è lo strumento per i carotaggi: lo si appoggia alla sabbia nel punto desiderato e si spinge con molta forza sulle maniglie fino a che sprofonda completamente, dopodicè si scava da un lato, si infila una mano sotto per evitare che la sabbia esca, e si solleva il tutto. A questo punto entra in gioco il secondo strumento, un setaccio circolare con maglie da 2mm in cui si fa passare il cubo di sabbia prelevato con il primo strumento.
Alla fine di questa operazione dovrebbero rimanere nel setaccio degli animali e un sacco (ma proprio un sacco) di conchiglie rotte; la parte lunga e un po' noiosa del mio lavoro, infatti, è cercare nel setaccio tutti gli animali appartenenti a due specie, Donax variabilis ed Emerita talpoida, per contarli e metterli in uno dei due barattoli bianchi che vedete sulla sinistra.
Il numero di animali trovato va scritto sul quaderno al centro della foto su cui sono appoggiati un GPS portatile (per prendere la posizione delle stazioni) ed un calibro per misurare la lunghezza delle conchiglie. Tutta questa operazione va ripetuta 6 volte per ogni transetto (linea immaginaria perpendicolare al mare lungo cui si prelevano i campioni) in punti progressivamente più vicini al mare, fino a fare l'ultimo carotaggio in acqua.
Volete un po' di numeri? 200 transetti, 1200 carotaggi, 19138 Donax contate, 3684 Emerita contate, 4 settimane, 15 giorni effettivi in spiaggia, 544 massimo numero di conchigglie in un setaccio.
Direte voi "che palle!" E invece vi assicuro di no. Innanzitutto stare in spiaggia è sempre bello, poi si incontra un sacco di gente simpatica che chiede informazioni, e anche pazzoidi con interessanti teorie sulla Oil Spill. Solo la prima settimana, di notte, ho sognato setacci pieni di conchiglie ed era un po' un incubo.
Mercoledì ho finito, anche grazie al determinante intervento di Fabio, il nuovo stagista colombiano che ha iniziato a lavorare a Mote e che si è offerto di aiutarmi, e ho potuto inziare a dedicarmi alla stesura di un resoconto. Questo è stato il primo studio nel suo genere fatto in questa spiaggia, ed il mio advisor pare molto contento. Chissà che non ci scappi la pubblicazione? Beh, di sicuro ho qualcosa per tenere impegnato il cervelluzzo (quel poco che è rimasto dopo 4 settimane sotto il sole dei tropici) nell'ultima settimana che mi attende, ed evitare di cadere nella malinconia.
Che ne dite, vi piace il mio ufficio?
mercoledì 28 luglio 2010
Super Sarasota Sunset
lunedì 26 luglio 2010
Bonnie's week end
My Bonnie is over the ocean,
my Bonnie is over the sea,
my Bonnie is over the ocean,
oh, bring back my Bonnie to me
Ciao a tutti dalla terra degli uragani! Questo week end, da venerdì a domenica, la Tropical Depression "Bonnie" ha attraversato in diagonale il Golfo del Messico dalle Keys (emmenomale che eravamo là una settimana fa) alle coste della Louisiana passando proprio sopra alla macchia di petrolio, ma ancora non ho letto resoconti. So solo che è la peggior cosa che potesse succedere perchè può aver momentaneamente modificato le correnti che fin'ora tenevano il petrolio al largo.
Comunque, è già andata di lusso che noi abbiamo avuto un tempo decente sia sabato che domenica! Si temevano venti a 40 nodi, pioggia continua e chi più ne ha più ne metta, ma invece è stato un tranquillo fine settimana sarasotiano, con temporali passeggeri un po' più frequenti del solito, ma senza grandi disagi a parte venerdì che è stato proprio brutto dall'ora di pranzo fino al mattino di sabato.
Pronti a morire nel turbine di vento (si fa per dire) venerdì alle 5 io ed altri 6 amici, siamo andati a brindare e mangiare fish and chips all'Old Salty Dog, il bar/tavola calda che c'è di fronte a Mote. Quand'è che viene il prossimo uragano? Mi è piaciuto molto pensare a quel fish and chips e a quella birra come il mio ultimo pasto!
Fra una cosa ed un'altra non avevamo fatto grandi programmi per il WE quindi sabato sono stato tutto il giorno a poltrire in giardino. Invece la sera siamo andati al cinema a vedere Inception, con Dicaprio e la tipa che ha fatto Juno e Hard Kandy. Bellissimo, ve lo consiglio se vi piacciono i film molto intricati.
Domenica pomeriggio sono andato con Jeff, Chris e Ben a pagaiare un po' nella Sarasota Bay con i kayak del college dove vivono loro. Erano già andati anche sabato quindi il progetto era di caricare tutto su una macchina ed andare a pagaiare fra la mangrovie che sono un po' più lontano, ma i kayak sulla macchina non ci stavano, quindi abbiamo girovagato più o meno a caso vicino alla boat house. Chiaramente uno dei temporali è arrivato proprio mentre eravamo fuori, e come potete vedere dalla foto è stata un'esperienza interessante. Menomale che non c'erano fulmini!
Dopo la pagaiata abbiamo tutti mangiato i buonissimi pesci pescati da Dan, un altro stagista, che domenica mattina era andato con suo padre e suo nonno, venuti apposta a trovarlo, a pescare con un fishing charter. Ha cucinato i pesci in forno, nella carta stagnola, insieme a pomodori, limone, peperoni sedano e cipolle. Buonissimi! Come dolce Marshmellow abbrustoliti, e impaninati fra due biscotti insieme ad un quadrato di cioccolato... troppo dolce.
Da Sarasota è tutto, a voi la linea!
mercoledì 21 luglio 2010
Everglades
Come vi dicevo domenica ci siamo svegliati presto per andare a visitare le Everglades. L'equipaggio ridotto (perchè alcuni tornavano diretti a Sarasota) comprendeva Jeff, Ben, Rowena e Matte, ma prima di metterci veramente in viaggio abbiamo portato Chris alla sede di Mote che si trova sulle Keys: è rimasto lì fino a martedì per lavorare sui Gliders, sottomarini telecomandati che studiano per settimane le condizioni del mare e ogni 3 ore mandano i dati al laboratorio via satellite.
Nella prima parte del viaggio abbiamo ripercorso i nostri passi all'idietro verso la terra ferma, così abbiamo potuto vedere alla luce del giorno tutti i paesaggi che ci eravamo persi giovedì notte arrivando al campeggio. Vi confesso che il ponte di 7 miglia è abbastanza impressionante, anche se non è altissimo. Purtroppo la batteria della mia macchina foto nuova era scarica dopo 2 giorni di foto forsennate, quindi non ho niente da mostrarvi :-(
Una volta arrivati sulla terra ferma ci siamo addentrati in una serie di vie laterali fra le aziende agricole, siamo passati di fianco ad una prigione, ed infine siamo arrivati alla Alligator Farm: un vero e proprio allevamento di alligatori! L'alligatore si mangia e quindi bisogna che esista l'allevamento di alligatori; ma questo posto era un po' come se una malga alpina offrisse anche spettacoli di rodeo, o come se in un pollaio si svolgessero combattimenti fra galli.
Con il biglietto di ingresso di 21$ si poteva fare un giro sulla Air Boat (barca spinta da un ventilatore invece che da un motore), assistere allo snake show, all'alligator wrestling ed all'alligator feeding.
Il giro in barca è stato bello e divertente; abbiamo sfrecciato a tutta velocità fra le paludi stile Bianca e Bernie della Disney con Evinrude che spinge la foglia! Purtroppo non abbiamo visto molta fauna selvatica oltre ad un paio di alligatori. Tutti speravamo di vedere la bold eagle.
Lo snake show consisteva in una mostra interattiva dei serpenti che si possono trovare nelle everglades, comprese le specie non autoctone che sono arrivate come animali domestici e poi sono state liberate (pitoni, boa...).
Poi il presentatore/fattore ha parlato un po' degli alligatori, di come distinguerli dai coccodrilli (le Everglades sono l'unico posto al mondo dove sono autoctoni sia il coccodrillo che l'alligatore)...e come combatterli. Infatti si è infilato in una pozza, ne ha tirato fuori uno per la coda, e dopo un po' di scaramucce si è seduto sulla sua schiena e lo ha bloccato. Povero coccodrillo, probabilmente non ne aveva nessuna voglia! La parte più bella però è stata la fine quando ha tirato fuori da una scatola 4 alligatorini di 1 anno di età e li ha fatti girare fra il pubblico, dando a tutti la possibilità di tenerli in mano: sono molto più morbidi di quanto pensassi! Quasi teneri...
Infine abbiamo assistito al pasto degli alligatori, che consiste in ratti morti che vengono gettati a caso nello stagno dell'allevamento e gli alligatori si azzuffano un po' per prenderli. Ma niente di chè.
Se vi capita di andare nelle everglades vi consiglio di cercare un'altro modo, un po' più interessante, per esplorarle. L'alligator Farm va bene per gli amanti del circo e dello zoo. E anche l'alligator burgher che ho mangiato non aveva niente di speciale: probabilmente in un qualsiasi ristorantino lungo la strada sarabbe stato più buono.
Però assolutamente da vedere le Everglades, e da assaggiare il gator che è come un pollo, ma più saporito! Al souvenir shops ho comprato pezzi di carne secca, molto più saporita di quella del gator burgher.
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