sabato 31 luglio 2010

Turtle Patrol


Stanotte (fra il 30 ed il 31 luglio) ho aiutato Christina, una stagista che si occupa di tartarughe marine, nella sua ricognizione notturna. Dalle 21:30 alle 5 del mattino siamo andati avanti ed indietro lungo una spiaggia di 4 miglia con un ATV (una di quelle moto fuori strada a 4 ruote) per intercettare e misurare le tatarughe che vengono in spiaggia a deporre le uova.
In tutto ne abbiamo trovate 7, ma non tutte hanno scavato il nido: il "false crawl" può avvenire perchè la tartaruga viene disturbata mentre sale lungo la spiaggia o mentre scava, o perchè trova un ostacolo come una sedia a sdraio, un castello di sabbia o una duna troppo ripida. In questi casi se si vede la tartaruga mentre sta tornando in acqua si cerca di bloccarla per prendere comunque le misure (lunghezza, larghezza, numero di targhetta e numero di trghetta satellitare). Altrimenti, se si vede solo la traccia, se ne misura la larghezza per avere un'idea indicativa delle dimensioni della tartaruga.

Sono stato molto fortunato perchè 7 attività in una notte, in un periodo in cui ormai quasi tutte le tartarughe hanno smesso di deporre, è un bel numero! Il colpo di fortuna maggiore è stato anche che l'ultima tartaruga vista è stata Salty: è stata vista per la prima volta nell'88 (probabilmente aveva già una 30ina di anni) e continua a fare molti nidi tutte le estati. Era immensa!
Le tartarughe di mare nascono sulla spiaggia, e si tuffano in mare. I maschi non torneranno mai più a terra, invece le femmine quando raggiungono la maturità tornano a terra per deporre un numero variabile di nidiate (mi sembra in media 5 ogni estate) da 80-120 uova. Salty quest'anno ha deposto 7 volte! Le uova sono rotonde e bianche, ho fatto un video ma caricato da internet non rende. E anche le foto, come potete vedere non sono il massimo: la luce frontale rossa che serve per non disorientare le tartarughe non è molto funzionale a fare foto.
Ah, quasi dimenticavo, ho visto anche una tartarughina uscire dalla sabbia! Insomma, un culo pazzesco. E poi lavorare di notte sotto le stelle è rilassante, molto simile a quello che ho fatto su Lido Beach tutta l'estate ma con un po' di adrenalina in più e senza rischio di insolazione. Inoltre mi ero portato la guida delle stelle, e nelle pause ho cercato le costellazioni che dal mediterraneo è difficile vedere, come la corona australe.
Insomma, questo stage continua a non deludere, anche ad una settimana dalla fine.

venerdì 30 luglio 2010

How do you like my office?


Ecco quà, finalmente una vera foto scattata da me sul "luogo di lavoro" che mi ha ospitato nelle scorse settimane (alcuni di voi potranno riconoscere il mio inseparabile zaino verde). Nella foto potete notare, innanzitutto, i due strumenti vicini all'acqua. Il primo, metallizzato e con le maniglie, è lo strumento per i carotaggi: lo si appoggia alla sabbia nel punto desiderato e si spinge con molta forza sulle maniglie fino a che sprofonda completamente, dopodicè si scava da un lato, si infila una mano sotto per evitare che la sabbia esca, e si solleva il tutto. A questo punto entra in gioco il secondo strumento, un setaccio circolare con maglie da 2mm in cui si fa passare il cubo di sabbia prelevato con il primo strumento.
Alla fine di questa operazione dovrebbero rimanere nel setaccio degli animali e un sacco (ma proprio un sacco) di conchiglie rotte; la parte lunga e un po' noiosa del mio lavoro, infatti, è cercare nel setaccio tutti gli animali appartenenti a due specie, Donax variabilis ed Emerita talpoida, per contarli e metterli in uno dei due barattoli bianchi che vedete sulla sinistra.
Il numero di animali trovato va scritto sul quaderno al centro della foto su cui sono appoggiati un GPS portatile (per prendere la posizione delle stazioni) ed un calibro per misurare la lunghezza delle conchiglie. Tutta questa operazione va ripetuta 6 volte per ogni transetto (linea immaginaria perpendicolare al mare lungo cui si prelevano i campioni) in punti progressivamente più vicini al mare, fino a fare l'ultimo carotaggio in acqua.
Volete un po' di numeri? 200 transetti, 1200 carotaggi, 19138 Donax contate, 3684 Emerita contate, 4 settimane, 15 giorni effettivi in spiaggia, 544 massimo numero di conchigglie in un setaccio.
Direte voi "che palle!" E invece vi assicuro di no. Innanzitutto stare in spiaggia è sempre bello, poi si incontra un sacco di gente simpatica che chiede informazioni, e anche pazzoidi con interessanti teorie sulla Oil Spill. Solo la prima settimana, di notte, ho sognato setacci pieni di conchiglie ed era un po' un incubo.
Mercoledì ho finito, anche grazie al determinante intervento di Fabio, il nuovo stagista colombiano che ha iniziato a lavorare a Mote e che si è offerto di aiutarmi, e ho potuto inziare a dedicarmi alla stesura di un resoconto. Questo è stato il primo studio nel suo genere fatto in questa spiaggia, ed il mio advisor pare molto contento. Chissà che non ci scappi la pubblicazione? Beh, di sicuro ho qualcosa per tenere impegnato il cervelluzzo (quel poco che è rimasto dopo 4 settimane sotto il sole dei tropici) nell'ultima settimana che mi attende, ed evitare di cadere nella malinconia.
Che ne dite, vi piace il mio ufficio?

mercoledì 28 luglio 2010

Super Sarasota Sunset

Volevo tenermi i tramonti di Sarasota come ultimo post, per onorare queste 10 settimane americane, ma il tramonto di stasera merita di essere trasmesso in mondovisione. Vi dico solo che 3 minuti dopo l'ultima foto si è scatenato il finimondo...rosso di sera, bel tempo si spera!





lunedì 26 luglio 2010

Bonnie's week end


My Bonnie is over the ocean,
my Bonnie is over the sea,
my Bonnie is over the ocean,
oh, bring back my Bonnie to me

Ciao a tutti dalla terra degli uragani! Questo week end, da venerdì a domenica, la Tropical Depression "Bonnie" ha attraversato in diagonale il Golfo del Messico dalle Keys (emmenomale che eravamo là una settimana fa) alle coste della Louisiana passando proprio sopra alla macchia di petrolio, ma ancora non ho letto resoconti. So solo che è la peggior cosa che potesse succedere perchè può aver momentaneamente modificato le correnti che fin'ora tenevano il petrolio al largo.
Comunque, è già andata di lusso che noi abbiamo avuto un tempo decente sia sabato che domenica! Si temevano venti a 40 nodi, pioggia continua e chi più ne ha più ne metta, ma invece è stato un tranquillo fine settimana sarasotiano, con temporali passeggeri un po' più frequenti del solito, ma senza grandi disagi a parte venerdì che è stato proprio brutto dall'ora di pranzo fino al mattino di sabato.
Pronti a morire nel turbine di vento (si fa per dire) venerdì alle 5 io ed altri 6 amici, siamo andati a brindare e mangiare fish and chips all'Old Salty Dog, il bar/tavola calda che c'è di fronte a Mote. Quand'è che viene il prossimo uragano? Mi è piaciuto molto pensare a quel fish and chips e a quella birra come il mio ultimo pasto!
Fra una cosa ed un'altra non avevamo fatto grandi programmi per il WE quindi sabato sono stato tutto il giorno a poltrire in giardino. Invece la sera siamo andati al cinema a vedere Inception, con Dicaprio e la tipa che ha fatto Juno e Hard Kandy. Bellissimo, ve lo consiglio se vi piacciono i film molto intricati.
Domenica pomeriggio sono andato con Jeff, Chris e Ben a pagaiare un po' nella Sarasota Bay con i kayak del college dove vivono loro. Erano già andati anche sabato quindi il progetto era di caricare tutto su una macchina ed andare a pagaiare fra la mangrovie che sono un po' più lontano, ma i kayak sulla macchina non ci stavano, quindi abbiamo girovagato più o meno a caso vicino alla boat house. Chiaramente uno dei temporali è arrivato proprio mentre eravamo fuori, e come potete vedere dalla foto è stata un'esperienza interessante. Menomale che non c'erano fulmini!
Dopo la pagaiata abbiamo tutti mangiato i buonissimi pesci pescati da Dan, un altro stagista, che domenica mattina era andato con suo padre e suo nonno, venuti apposta a trovarlo, a pescare con un fishing charter. Ha cucinato i pesci in forno, nella carta stagnola, insieme a pomodori, limone, peperoni sedano e cipolle. Buonissimi! Come dolce Marshmellow abbrustoliti, e impaninati fra due biscotti insieme ad un quadrato di cioccolato... troppo dolce.
Da Sarasota è tutto, a voi la linea!

mercoledì 21 luglio 2010

Everglades


Come vi dicevo domenica ci siamo svegliati presto per andare a visitare le Everglades. L'equipaggio ridotto (perchè alcuni tornavano diretti a Sarasota) comprendeva Jeff, Ben, Rowena e Matte, ma prima di metterci veramente in viaggio abbiamo portato Chris alla sede di Mote che si trova sulle Keys: è rimasto lì fino a martedì per lavorare sui Gliders, sottomarini telecomandati che studiano per settimane le condizioni del mare e ogni 3 ore mandano i dati al laboratorio via satellite.
Nella prima parte del viaggio abbiamo ripercorso i nostri passi all'idietro verso la terra ferma, così abbiamo potuto vedere alla luce del giorno tutti i paesaggi che ci eravamo persi giovedì notte arrivando al campeggio. Vi confesso che il ponte di 7 miglia è abbastanza impressionante, anche se non è altissimo. Purtroppo la batteria della mia macchina foto nuova era scarica dopo 2 giorni di foto forsennate, quindi non ho niente da mostrarvi :-(
Una volta arrivati sulla terra ferma ci siamo addentrati in una serie di vie laterali fra le aziende agricole, siamo passati di fianco ad una prigione, ed infine siamo arrivati alla Alligator Farm: un vero e proprio allevamento di alligatori! L'alligatore si mangia e quindi bisogna che esista l'allevamento di alligatori; ma questo posto era un po' come se una malga alpina offrisse anche spettacoli di rodeo, o come se in un pollaio si svolgessero combattimenti fra galli.
Con il biglietto di ingresso di 21$ si poteva fare un giro sulla Air Boat (barca spinta da un ventilatore invece che da un motore), assistere allo snake show, all'alligator wrestling ed all'alligator feeding.
Il giro in barca è stato bello e divertente; abbiamo sfrecciato a tutta velocità fra le paludi stile Bianca e Bernie della Disney con Evinrude che spinge la foglia! Purtroppo non abbiamo visto molta fauna selvatica oltre ad un paio di alligatori. Tutti speravamo di vedere la bold eagle.
Lo snake show consisteva in una mostra interattiva dei serpenti che si possono trovare nelle everglades, comprese le specie non autoctone che sono arrivate come animali domestici e poi sono state liberate (pitoni, boa...).
Poi il presentatore/fattore ha parlato un po' degli alligatori, di come distinguerli dai coccodrilli (le Everglades sono l'unico posto al mondo dove sono autoctoni sia il coccodrillo che l'alligatore)...e come combatterli. Infatti si è infilato in una pozza, ne ha tirato fuori uno per la coda, e dopo un po' di scaramucce si è seduto sulla sua schiena e lo ha bloccato. Povero coccodrillo, probabilmente non ne aveva nessuna voglia! La parte più bella però è stata la fine quando ha tirato fuori da una scatola 4 alligatorini di 1 anno di età e li ha fatti girare fra il pubblico, dando a tutti la possibilità di tenerli in mano: sono molto più morbidi di quanto pensassi! Quasi teneri...
Infine abbiamo assistito al pasto degli alligatori, che consiste in ratti morti che vengono gettati a caso nello stagno dell'allevamento e gli alligatori si azzuffano un po' per prenderli. Ma niente di chè.
Se vi capita di andare nelle everglades vi consiglio di cercare un'altro modo, un po' più interessante, per esplorarle. L'alligator Farm va bene per gli amanti del circo e dello zoo. E anche l'alligator burgher che ho mangiato non aveva niente di speciale: probabilmente in un qualsiasi ristorantino lungo la strada sarabbe stato più buono.
Però assolutamente da vedere le Everglades, e da assaggiare il gator che è come un pollo, ma più saporito! Al souvenir shops ho comprato pezzi di carne secca, molto più saporita di quella del gator burgher.

lunedì 19 luglio 2010

Florida Keys


16-17-18 luglio, week end lungo per scelta: un gruppo di 10 "valorosi" stagisti del Mote Marine Lab si è preso un venerdì di vacanza da attaccare al fine settimana per andare a visitare le Florida Keys e le Everglades.

Le Keys sono un arcipelago che si estende verso sud ovest dalla punta sud della Florida. Hanno orgine corallina ed infatti sono tutte allineate; sono l'unico punto del Nord America dove si può trovare una barriera corallina, vi si trovano piante ed animali unici come il Key Deer o il key lime, sono state per secoli infestate dai pirati ed ancora nascondono molti tesori e relitti sommersi.

La Key più famosa è senzaltro Key West, l'ultima dell'arcipelago dove finisce (o meglio inizia: mile 0) l'autostrada U.S. 1 (overseas highway) che collega tutte le isole saltando da una all'altra con ponti lunghi fino a 7 miglia! Key West è anche il punto più a sud degli Stati Uniti, a sole 90 miglia dall'Avana, e il sapore di caraibi si sente tutto!

Partiti da Sarasota alle 17:30 di giovedì siamo arrivati al Bahia Honda State Park verso mezzanotte, dove abbiamo montato le 4 tende prese in prestito da vari conoscenti ed amici. Questo parco è su un'isola ad una trentina di miglia da Key West, vicino al posto dove avevamo prenotato l'immerisone sulla barriera corallina. Purtroppo venerdì mattina, quando abbiamo chiamato di diving per gli ultimi preparativi ci è stato detto che a causa del forte vento non avremmo potuto fare la nostra immersione, ci siamo quindi diretti verso Key West con la coda fra le gambe.

Non che ci mancassero cose da fare! Rigorosamente divisi, non chiedetemi perchè, in due gruppi (maschi da una parte, femmine dall'altra, come all'asilo) ci siamo dati all'esplorazione. Fort Taylor, che protegge il porto, il NOAA eco-discovery center dove Mote ha una esposizione dedicata al corallo, le spiagge, gli artisti di strada di Mallory square!

Ridendo e scherzando è scesa la sera...ed è cominciata la movida! Duval St. è la strada dei divertimenti di Key West, piena di bar, ristoranti, negozi di souvenirs e di musica. Un classico del venerdì sera è il Duval Crawl: arrancare da un bar all'altro prendendo un drink in ogni posto. Chiaramente, dovendo tornare al campeggio vivi, sperando di fare l'immersione sabato e non essendo miliardari, ci siamo limitati ad alcuni posti più caratteristici, come il Margaritaville Cafè di Jimmi Buffet dove ho bevuto al Pinha Colada più buona della mia vita (anche se quella di piazza delle erbe rimane buonissima!). Di sicuro era molto turistico, ma abbiamo dovuto accontentare un po' tutti e comunque alcune cose nella vita vanno fatte ed andare a Key West senza bere niente al Margaritaville proprio non si può. Mi spiace solo non aver provato un margarita...ma ne avevo appena bevuto uno e avevo bisogno di cambiare.

Anche sabato il tempo era soleggiato ma ventoso. Mezzi distrutti dalla notte in tenda sul duro terreno corallino di Bahia Honda abbiamo deciso di rimanere nello state park. Mi sarebbe piaciuto andare a visitare la casa di Hemingway ed il museo del Faro, ma siamo andati in città troppo tardi ed era già ora di cena (18:30...). Prima di gettarci nuovamente nella vita di Duval St. abbiamo fatto un Ghost Tour, infatti pare che Key West sia il posto più infestato d'America ed in effetti la guida, un personaggione con cappello da cowboy e occhiali da sole anche a notte fonda, ci ha raccontato proprio delle belle storie. E' stato abbastanza interessante vedere come molti, troppi, credessero davvero a quello che diceva... Per scacciare gli spiriti Sarah, Theresa ed io siamo andati a ballare; gli altri, un po' perchè ancora ventenni, un po' perchè stanchi, sono tornati al campo base.

Locale più bello: Garden of Eden, the only clothing optional bar in Key West! Però non si capiva bene dove uno avrebbe dovuto lasciare i vestiti se avesse voluto spogliarsi...
Pasto migliore delle Keys: Veggie Nachos al ristorante messicano Salsa Loca.
Miglior abbinamento: Hot Dog piccante e Margarita ascoltando la guida del ghost tour.

Domenica ci siamo alzati presto per andare nelle Everglades, ma questa è un'altra storia.

martedì 13 luglio 2010

Indovinello






























Sopra al naso occhialoni neri,
come tutti gli americani veri
sulle spalle crema alta protezione
per evitare l'insolazione
lavora sulla spiaggia otto ore
nel suo lavoro ci mette il cuore
a volte si distrae a guardare bichini
non tutti belli...molti carini
signore di mezza età gli chiedono informazioni
sulle condizioni del mare ed altre questioni
ogni giorno cambia postazione
visita tutta la spiaggia, a rotazione
ormai lo conoscono quasi tutti
grandi e piccini, sia belli che brutti
...
no, vi sbagliate, non è il bagnino
è lo "scienziato" Matteo Ichino

lunedì 12 luglio 2010

domenica 11 luglio 2010

Drum Circle


E' domenica, il sole è splendente ed il tramonto è previsto per le 20:28. Il popolo delle spiagge di Sarasota si prepara a salutarlo con un Drum Circle scatenato! Ogni domenica, dalle 19:30 fino ad esaurimento energie, i ritmi caraibici invadono Siesta Beach e si da l'ultimo saluto al sole al ritmo dei tamburi. I percussionisti sono di vario genere ed età: dalla giovanissima ragazza con il tamburello a sonagli, stile Esmeralda del gobbo di Notre Dame, al vecchietto coi dreadlocks ed il Bongo enorme. Tutti bravisimi, o quasi, tutti rispettosi degli assoli altrui e del ritmo.
A volte succede che un tamburista esibizionista cominci a fare il gradasso, aumentando il volume o coprendo i virtuosismi di altri percussionisti. In genere quando succede, il percussionista in questione si porta anche verso il centro del cerchio dei tamburi, cercando di entrare fra i ballerini; questo rovina l'atmosfera pechè il cerchio rotto perde la sua sintonia ed il suo ritmo. Per fortuna ci sono dei veterani del Drum Circle che riportano la situazione all'ordine, si riforma il cerchio e la festa puo continuare.
Il Drum Circle più suggestivo è stato quello sotto ai fuochi del 4 luglio, perchè c'è stato un momento in cui sembrava che esplosioni e ritmo fossero sincronizzati. Però era mancato il tramonto iniziale. Speriamo che oggi le nuvole pomeridiane non rovinino la festa.
Aspettando di scatenarci andiamo a fare il bagno in uno dei pochi punti rocciosi di questa costa, sperando di vedere un posto nuovo e diverso. Ma forse prima ci fermiamo in qualche pub, possibilmente olandese, a vedere la partita. Forza Arancioni!!!

mercoledì 7 luglio 2010

Ringling Museum of arts


Ogni giorno vedo questo simbolo un po' dappertutto e dal momento in cui c'ho fatto caso ho cominciato a pormi la domanda da 100000 euro: che ci fa il David di Michelangiolo nel simbolo di Sarasota? Sopravvissuto a stento per 4 settimane con questo interrogativo martellante, finalmente ho potuto darmi pace visitando con Jeff, Chris e Ben il Ringling Museum of Arts.
John Ringling (1866-1936)era uno dei Ringling Brothers, proprietari di uno dei più grandi circhi che la storia degli Stati Uniti conosca (ohhh). Essendo quasi un monopolista, ed avendo le mani in pasta anche nelle ferrovie di una decina di stati, e nelle trivellazioni per il petrolio, era sicuramente un personaggio molto ricco e la sua casetta invernale che si trova a Sarasota lo dimostra.
Ringling e sua moglie, Mable, viaggiarono in tutta Europa e comprarono un sacco di arte dalle nostre parti, soprattutto in Italia, Francia e Spagna, fecero costruire la loro residenza invernale in stile veneziano e ci infilarono dentro tutti i loro souvenirs. Arcimboldi, Rubens, vasi e statue greche, senza contare tutte le aggiunte di arte moderna che sono state fatte in seguito, la collezione di gioielli delle tribù del turkmenistan e le foto della storia del circo!
Insomma, è un museo bello grosso in confronto alla città che lo ospita, e si trova tutto al primo piano della casa dei Ringling: il secondo piano è una ricostruzione dell'arredamento originale e casomai lo visiteremo un'altra volta. Nel giardino, sempre all'italiana ma senza siepi, ci sono riproduzioni bronzee di statue famose come il discobolo e niente popo di meno che il buon vecchio David.
Secondo me però non era tanto felice di essere lì, o almeno dalla faccia non sembrava. E poi mi sembrava più grande dell'originale, il chè è strano perchè l'originale fa davvero una certa impressione! Ma forse è perchè l'hanno messo su un piedistallo altissimo nel punto più bello del giardino, e allora fa una bella figurona.
E' stato divertente incontrare David da queste parti e sono felice di sapere che gli vogliono molto bene, o almeno credo, altrimenti perchè lo hanno messo nel simbolo della città?

martedì 6 luglio 2010

Long WeekEnd


Domenica era il 4 luglio, Indipendence Day, quindi anche il 5, lunedì, era festa. Un long WE come questo non poteva capitare nel momento più sbagliato! Infatti uno stupidissimo uragano che ha attraversato il Messico da ovest ad est verso la fine di settimana scorsa ha incasinato il clima anche quì a Sarasota.
Da venerdì pomeriggio a martedì mattina non abbiamo visto il sole, con piogge torrenziali anche per parecchie ore consecutive. Ora l'uragano sta passando a sud di Cuba ed il clima è quasi tornato normale: stamattina bel tempo, pomeriggio temporali come da manuale del buon Floridiano. Ma Ancora adesso sta piovendo senza temporale, quindi vuol dire che siamo ancora sotto l'influenza di quel simpaticone (di cui però non so il nome, scusate).
Insomma, questo brutto tempo ha rovinato un week end che poteva essere invece molto interessante. I festeggiamenti sono iniziati venerdì sera con una cena italiana nella mia casetta. Eravamo in 10 ed ho cucinato una pasta con sugo di pomodori freschi appena scottati con aglio, rosmarino, salvia e timo. Ho fatto più di un chilo e mezzo di pasta, ma evidentemente ne avrei dovuti fare 2 perchè ci siamo spazzolati tutto! Di secondo non ho preparato niente, ma avevo gelato per dessert, quindi comunque non siamo morti di fame.
Dopo cena siamo andati ad una festa organizzata dal "Love Muscle racing team": a Sarasota l'evento clue del 4 di luglio è una gara di motoscafoni enormi. Love muscle è uno di questi motoscafi, super trash con una donna mezza nuda disegnata sulla fiancata. Insomma, questo team ha organizzato un concerto hard rock (cover band di AC/DC e altri) per sponsorizzarsi.
Non solo la musica era così così! Sul palco, insieme ai musicisti, c'erano delle tristissime spogliarelliste, e il pubblico di floridiani cinquantenni era molto scatenato e continuava a infilare banconote nelle garrettiere di queste poveracce. Scusate, non voglio fare il moralista, ma era proprio un po squallido. Per fortuna l'ingresso costava solo 10 dollari, birre comprese.
Sabato nulla di fatto, causa pioggia, fino al tramonto, quando c'è stato un attimo di tregua sufficiente a fare un salto al minigolf dietro a casa con Emily, Rowena e Chris.
Domenica di nuovo mattina piovosissima. Nel pomeriggio sono andato a fare un giro downtown dove c'era una specie di sagra ma non era molto interessante. Per fortuna i fuochi serali erano belli, soprattutto perchè accompagnati dai tamburi e le danze del drum circle...ma questa è un'altra storia. Alle 11 siamo andati a cena in un drive in, da veri americani, poi a sparare i fuochi comprati dagli altri stagisti.
Lunedì mattina solita storia: acqua a catinelle, quindi ci siamo dedicati alla cultura visitando il Ringling Museum of Art...ma anche questa è un'altra storia. Vi basti sapere che è una storia molto divertente.

In conclusione mi aspettavo qualcosa di meglio dal week end che divide in 2 la mia vita sarasotiana. One month gone, one left to go. Eh vabbè, ci sta anche il week end sfigato, toccherà rimediare con i prossimi!

venerdì 2 luglio 2010

Ultimate thursday


Vi starete chiedendo "ma matte, quando non e` in giro a raccoglier conchiglie, o a casa a giocare con il cibo...che fa?" Diciamo che dipende dal giorno della settimana, e dal livello di stanchezza, ma c'e` un appuntamento settimanale fisso che non si puo` proprio saltare: ogni giovedi` si gioca ad Ultimate Frisbee!
Nell'Ultimate Frisbee due squadre si affrontano per raggiungere la vittoria, (pensa un po' che strano), solo che l'oggetto del contendere non e`, come siamo abituati a credere, una palla che rotola e rimbalza ma un disco volante. Le regole sono semplici:
-Il campo e` rettangolare, delimitato, alle estremita` corte, dalla linea di meta.
-Ogni squadra parte dietro alla propria linea di meta, la squadra in difesa lancia il frisbee verso la squadra in attacco e parte il match.
-Ogni volta che il frisbee cade per terra diventa della squadra che stava difendendo.
-Non si possono fare piu` di 3 passi con il frisbee in mano.
-Si segna un punto ricevendo un passaggio al di la
della linea di meta, ma il punto e` valido solo se il giocatore che riceve il passaggio non era ancora oltre la linea al momento del lancio (in pratica e` la regola del fuorigioco).
-Ogni volta che una squadra segna un punto si cambia campo, e la squadra che ha segnato mette in gioco il frisbee lanciandolo verso gli altri.
-In genere si hanno 5 secondi per effettuare un passaggio, poi il frisbee passa all`altra squadra.
-Esiste il fallo laterale.
-Il frisbee puo` essere solo intercettato o buttato a terra, non vale strapparlo di mano.
Noi giochiamo ad Ultimate Frisbee tutti i giovedi` alle 6. Il campo di gioco e` al New College, dove vivono alcuni stagisti, e le partite durano un`oretta. A fine partita, sudati e moribondi, ci buttiamo in piscina per decidere con calma cosa fare per cena.
Ma ovviamente anche in piscina non riusciamo a stare tranquilli, quindi giochiamo a shark an bait:
-I pesciolini devono attraversare la piscina senza farsi toccare dallo squalo.
-Possono essere toccati dallo squalo solo quando hanno la testa fuori dall`acqua.
-I pesci che vengono presi diventano squali
-Gli squali non possono trascinare un pesce in superficie, possono solo ostruirgli la strada verso l`altro lato della piscina.

Oppure giochiamo a heels:
-Si parte tutti in cerchio
-Si eliminano gli altri giocatori alzandoli per i piedi e portando i loro talloni fuori dall`acqua.
-Vince chi resta con i piedi sempre in acqua.

Cominciate ad allenarvi, che quando torno vi sfido!