16-17-18 luglio, week end lungo per scelta: un gruppo di 10 "valorosi" stagisti del Mote Marine Lab si è preso un venerdì di vacanza da attaccare al fine settimana per andare a visitare le Florida Keys e le Everglades.
Le Keys sono un arcipelago che si estende verso sud ovest dalla punta sud della Florida. Hanno orgine corallina ed infatti sono tutte allineate; sono l'unico punto del Nord America dove si può trovare una barriera corallina, vi si trovano piante ed animali unici come il Key Deer o il key lime, sono state per secoli infestate dai pirati ed ancora nascondono molti tesori e relitti sommersi.
La Key più famosa è senzaltro Key West, l'ultima dell'arcipelago dove finisce (o meglio inizia: mile 0) l'autostrada U.S. 1 (overseas highway) che collega tutte le isole saltando da una all'altra con ponti lunghi fino a 7 miglia! Key West è anche il punto più a sud degli Stati Uniti, a sole 90 miglia dall'Avana, e il sapore di caraibi si sente tutto!
Partiti da Sarasota alle 17:30 di giovedì siamo arrivati al Bahia Honda State Park verso mezzanotte, dove abbiamo montato le 4 tende prese in prestito da vari conoscenti ed amici. Questo parco è su un'isola ad una trentina di miglia da Key West, vicino al posto dove avevamo prenotato l'immerisone sulla barriera corallina. Purtroppo venerdì mattina, quando abbiamo chiamato di diving per gli ultimi preparativi ci è stato detto che a causa del forte vento non avremmo potuto fare la nostra immersione, ci siamo quindi diretti verso Key West con la coda fra le gambe.
Non che ci mancassero cose da fare! Rigorosamente divisi, non chiedetemi perchè, in due gruppi (maschi da una parte, femmine dall'altra, come all'asilo) ci siamo dati all'esplorazione. Fort Taylor, che protegge il porto, il NOAA eco-discovery center dove Mote ha una esposizione dedicata al corallo, le spiagge, gli artisti di strada di Mallory square!
Ridendo e scherzando è scesa la sera...ed è cominciata la movida! Duval St. è la strada dei divertimenti di Key West, piena di bar, ristoranti, negozi di souvenirs e di musica. Un classico del venerdì sera è il Duval Crawl: arrancare da un bar all'altro prendendo un drink in ogni posto. Chiaramente, dovendo tornare al campeggio vivi, sperando di fare l'immersione sabato e non essendo miliardari, ci siamo limitati ad alcuni posti più caratteristici, come il Margaritaville Cafè di Jimmi Buffet dove ho bevuto al Pinha Colada più buona della mia vita (anche se quella di piazza delle erbe rimane buonissima!).
Anche sabato il tempo era soleggiato ma ventoso. Mezzi distrutti dalla notte in tenda sul duro terreno corallino di Bahia Honda abbiamo deciso di rimanere nello state park. Mi sarebbe piaciuto andare a visitare la casa di Hemingway ed il museo del Faro, ma siamo andati in città troppo tardi ed era già ora di cena (18:30...). Prima di gettarci nuovamente nella vita di Duval St. abbiamo fatto un Ghost Tour, infatti pare che Key West sia il posto più infestato d'America ed in effetti la guida, un personaggione con cappello da cowboy e occhiali da sole anche a notte fonda, ci ha raccontato proprio delle belle storie. E' stato abbastanza interessante vedere come molti, troppi, credessero davvero a quello che diceva... Per scacciare gli spiriti Sarah, Theresa ed io siamo andati a ballare; gli altri, un po' perchè ancora ventenni, un po' perchè stanchi, sono tornati al campo base.
Locale più bello: Garden of Eden, the only clothing optional bar in Key West! Però non si capiva bene dove uno avrebbe dovuto lasciare i vestiti se avesse voluto spogliarsi...
Pasto migliore delle Keys: Veggie Nachos al ristorante messicano Salsa Loca.
Miglior abbinamento: Hot Dog piccante e Margarita ascoltando la guida del ghost tour.
Domenica ci siamo alzati presto per andare nelle Everglades, ma questa è un'altra storia.
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