domenica 20 giugno 2010

Field work 1 - Agropecten Irradians




Il Mote Marine Lab ha una stazione di ricerca più a sud lungo la costa, fra Venice e Nalples (che in Florida sono più vicini fra loro che in Italia, per fortuna). Il posto si chiama Charlotte Harbor, abbreviato CH. E' una baia molto grande rivolta a sud-sudovest e chiusa al largo da lunghe isole sabbiose: in pratica è un'immensa laguna con acqua bassissima, punteggiata da isole di mangrovie e banchi di sabbia. In questa area si basano molti progetti di ricerca del Laboratorio. Non solo quelli del mio dipartimento (Costal Ecology) ma anche dell'MMC (Marine Mammal Care), del dipartimento di chimica e tossicologia e, penso, qualcosa che ha che fare con gli squali).
In queste prime settimane sono andato a CH 2 volte: la prima per uno studio sul ripopolamento di Agropecten Irradians (le capesante, o scallops), la seconda per Oil Spill Response Baseline, uno studio molto esteso delle condizioni bio-chimico-fisiche della zona per avere dati precisi da confrontare con quelli successivi ad un eventuale arrivo della macchia di petrolio (che non è più una macchia...).
Quando si va a CH la giornata comincia molto più presto perchè bisogna preparare la barca. Dietro al Laboratorio c'è il deposito con tutti i veicoli di Mote, bisogna quindi prenotare un furgone e una barca, possibilmente con il fondo piatto, caricare tutta la strumentazione: pinne, maschere (snorkel gear) boe di polistirolo gialle e rosse, cime di rispetto, sacche delle arance (vuote), zip ties, etichette, hydrolab, GPS, pennarelli indelebili e un paio di altre cosette.
Il controllo del ripopolamento delle scallops viene effettuato su 9 "stazioni". In 9 punti disposti abbastanza regolarmente nel CH da nord a sud vicino ai più importanti canali d'acqua fra le isole, sono state posizionate le SpatBags, le sacche delle arance: per ogni stazione ce ne sono due, ancorate al fondo da un blocchetto di cemento e contraddistinte da una boa gialla ed una rossa. Ogni SpatBag rimane in acqua 2 mesi, quindi noi ci siamo occupati delle boe rosse, mentre il mese prossimo ci occuperemo delle boe gialle.
Durante il periodo passato in acqua sulle maglie della rete si insediano tutta una serie di animaletti e larve che cominciano a crescere. Il nostro scopo è scoprire quanti, fra questi giovanili, sono scallops in modo da avere un'idea dei loro cicli riproduttivi, della estensione della popolazione etc. O meglio, noi raccogliamo le sacche e mettiamo quelle nuove, poi la vera analisi viene fatta da un gruppo di studio dello stato della Florida.
Ad ogni stazione, quindi, si recupera la rete e la si mette i n un sacco di plastica tipo spazzatura su cui c'è l'etichetta identificativa. Si mette la sacca nuova e poi, con l'hydrolab, si rilevano dati come temperatura, salinità, torbidità.
Può anche capitare, come per le prime 2 stazioni, che le boe non ci siano o che non ci sia più la sacca! I motivi sono vari e vanno dalla ultradiligenza di alcuni diportisti che scambiano l'attrezzatura per spazzatura, a foriti tempeste che possono portare via tutto. In questi casi si posiziona una nuova sacca e si prelevano solo i dati con l'hydrolab. E se l'acqua è abbastanza trasparente ci si immerge per vedere se si trovano delle scallops adulte. Io ne ho trevate 4 di dimensioni decisamente mangiabili...ma purtroppo ho dovuto abbandonarle. Però, a detta di Jim, 4 è un buon numero e indica che la popolazione sta crescendo. Immergendosi si vedono anche un sacco di animali interesasnti, tipo lo horseshoe crab (http://en.wikipedia.org/wiki/Horseshoe_crab), o i fiori di talassia testudinum, una pianta acquatica molto simile alla posidonia.
Queste escursioni sono molto interessanti e mi stanno dando un'idea abbastanza precisa di come si lavora in questo campo della biologia. L'unico problema è il viaggio di andate e di ritorno: Jim non è un grande chiacchierone, io neanche quindi si sta in silenzio...e io in una macchina silenziosa mi addormento!

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