giovedì 17 giugno 2010

Vita ordinaria a Sarasota


Hallo yall!
Benritrovati dopo 3 giorni di sole, mare...e campionamenti. Vorrei raccontarvi subito cosa ho fatto, ma non è il caso, perchè non sapete ancora in cosa consiste una mia giornata normale. Vediamo di rimediare.
La sveglia suona alle 7, fuori c'è già abbastanza luce (ma non tantissima) e in casa fa gia caldo (Ho l'aria condizionata ma la tengo sugli 88 F°). Da bravo americano maniaco rotolo giù dal mio letto e faccio partire la sessione mattutina di esercizi: scioglimento collo e spalle, flessioni, addominali e stretching. Gli esercizi mi aiutano a svegliarmi e ad arrivare bello sudato al momento della colazione, così mi godo di più il bicchierone di aranciata con doppia polpa e...il mio schifosissimo caffè americano. Ebbene sì: ho comprato il caffè istantaneo che fa proprio schifo, e penso che lo abbandonerò appena farò la prossima spesa. Nel caffè ci metto i rice crispies e ci puccio pane e marmellata.
Prima di fare la doccia mi preparo anche il pranzo al sacco: sandwich o insalatona mista + frutta. A questo punto sono pronto per la doccia ghiacciata che serve per la sveglia finale di tutte le cellule ancora insonnolite: è ora di cooperare alla grande fatica della giornata. La Pedalata.
Il primo tratto è tutto su viuzze laterali, ombreggiate da lecci enormi, però ad un certo punto tocca immettersi sulla route 41, che per fortuna ha un bellissimo marciapiede tutto per me. Sfortunatamente non è un viale alberato e quindi fa tutto un altro effetto. Dopo i primi 10 minuti di pedalata c'è la sosta obblgiata ai giardini del Sarasota Bay Club, dotati di un "percorso fitness" dove posso fare due esercizi di trazioni; poi riprendo la pedalata che, se tutto va bene, non ha più interruzioni (neanche semaforiche) fino al laboratorio.
Unica asperità del percorso, nonchè granpremio della montagna di prima categoria, è il ponte (foto) che collega la terra ferma alle isolette che separano la baia dal mare aperto.
Al laboratorio, dopo essermi lavato e cambiato, entro tutto contento nell'ufficio di Jim (il mio supervisor) chiedendogli il programma della giornata. In genere la mattina è abbastanza easy: davanti al computer a leggere un po' di letteratura su vari argomenti di ricerca. Il pomeriggio invece, almeno nei primi giorni, è stato più interessante: ho prelevato campioni di sedimento dalla spiaggetta dietro a Mote e ho cercato tutti gli animaletti che potevo trovare. Gamberetti, lumache, paguri, pesci padulo, ofiuroidei, nematodi, policheti, molluschi...e un cavalluccio marino.
La pausa pranzo è fra le 12 e l'1, che all'inizio mi sembrava un po' presto, ma che in effetti spezza bene la giornata. Mangio insieme agli altri stagisti sotto una tettoia di foglie di palma in spiaggia o ai tavolini dentro all'acquario. Sono molto simpatici e prima o poi ve li presenterò (si fa per dire).
In genere per le 5-5,30 sono libero di andarmene e allora ho due possibilità. Diretto a casa, o con sosta in spiaggia. In genere, se mi sono portato un libro da leggere, preferisco la seconda possibilità, che però implica che devo avere un/a collega spiaggista: anche nel tardo pomeriggio il sole del 27° parallelo non scherza ed ho bisogno di qualcuno che mi metta la crema sulle spalle!
La giornata finisce con il ritorno alla casetta dei puffi, cena, lavaggio piatti (anche quelli della colazione) e crollo istantaneo sul letto. Eh si: è proprio dura la vita dello scieziato ;-)

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